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	<title>Holdem Poker</title>
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		<title>Giuseppe Mancini vince La Notte del Poker Club</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 19:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ Giuseppe Mancini il campione 2012 de ‘La Notte del Poker Club’. Dopo un lungo final day di oltre 10 ore, a Mancini sono bastate 3 mani per vincere l’heads up. Le prime dichiarazioni del giocatore di poker texas sono state: ‘Stavo scendendo da una vacanza in montagna con la mia compagna, Rugile, alla quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ Giuseppe Mancini il campione 2012 de ‘La Notte del Poker Club’. Dopo un lungo final day di oltre 10 ore, a Mancini sono bastate 3 mani per vincere l’heads up. Le prime dichiarazioni del giocatore di <a href="http://www.gdpoker.it/come-giocare/regole-texas/concetto-generale.html" >poker texas</a> sono state: ‘Stavo scendendo da una vacanza in montagna con la mia compagna, Rugile, alla quale dedico la vittoria, e ho insistito per fermarmi a giocare La Notte del Poker Club. Ed ora dovrò darle anche il 10% della quota perchè gliel’ho promesso’. </p>
<p>Giuseppe Mancini  ha 45 anni, è originario di Fasano ed è un commerciante nel settore dell’abbigliamento. Il suo curriculum indica 11 risultati ufficiali, dei quali quest’ultimo è senza dubbio il più prestigioso ma anche il più inatteso. Mancini arriva spesso a premi ma sinceramente non si aspettava di trionfare e neanche di arrivare al final table in questo torneo di poker.<br />
Ad impressionarlo fin dall’inizio è il field composto da tanti campioni, anche se dichiara che preferisce giocare contro di loro piuttosto che contro quelli scarsi che trova più imprevedibili.<br />
Il nastro di partenza vedeva 181 giocatori iscritti per un torneo da €2.200 con i nomi più importanti del panorama pokeristico italiano: Pescatori, Bonavena, Isaia, Rinaldi e tanti altri.</p>
<p>Ad occupare il gradino più basso del podio è Michele Di Lauro, grinder, ottimo torneista live della scuola bolognese. Ha giocato in maniera eccellente e sinceramente avrebbe meritato qualcosa in più. Da segnalare anche il settimo posto di Matteo ‘Rooney’ Taddia, al quale è mancata soltanto la zampata finale per conquistare il torneo e il piazzamento in nona posizione di Alex Longobardi. Per il ‘Doge di Venezia’ è il terzo in the money su sei edizioni oltre al secondo final table. E’ il record man del torneo.</p>
<p>Bene anche Giuseppe Conte che guadagna un ottimo final table così come Luca Falaschi che lascia il torneo con un bel pò di rammarico. Nenad Brkic, invece, ha regalato forse troppo al tavolo fino ad uscire. Walter Coan ha centrato il secondo piazzamento a premio nel giro di pochi giorni.</p>
<p>I due uomini bolla sono Domenico Teresa, a premio ma 11esimo e non al tv table e Dino Valzano che invece rimane a bocca asciutta. Gran dispiacere per l’ottimo Edoardo Piccini mentre Paolo Compagno trova un set di 4 in bluff totale per un piatto decisivo da 500.000 chips.</p>
<p>Chiude in quindicesima posizione, proprio come lo scorso evento a Campione d’Italia, Rosa Pitzolu che passa il nastro davanti a Michele Limongi, sedicesimo, uscito contro un Di Lauro scoppiettante che vince un coin flip giocato sul flop.</p>
<p>E’ crollato Davide Scafati che aveva dominato il day3 e termina diciottesima Claudia Cerantola, la compagna di Alessio Isaia, che dimostra nuovamente di saper stare al tavolo e di centrare ottimi risultati come questo a Nova Gorica.</p>
<p>A premio anche Roberto Candio, papà di Filippo, che aveva raddoppiato due volte le sue chips per poi chiudere in 21esima posizione.</p>
<p>A dominare nei Side Event sono Filippo Candio e un super Della Monica: Candio ha vinto il terzo side event su tre eventi di tre circuiti diversi trionfando nel €1100 della Notte del Poker Club: un evento dominato su giocatori del calibro di Ale Pastura, Stefano Canfailla, Vincenzo Natale e tanti altri per il November Nine d’Italia.</p>
<p>Marco Della Monica, invece, dimostra sempre le sue grandi qualità al tavolo e dopo una tre giorni di poker vince dominando anche lui, i due side event da €550 e da €220. Non male per un giocatore corteggiato da diverse poker room e che presto sarà sponsorizzato.</p>
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		<title>Anno nuovo Vita nuova: non per il poker online</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 19:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il famoso detto ‘Anno nuovo vita nuova’, sembra non trovare applicazione nel mondo del poker online, caratterizzato da convinzioni radicate al punto da non poter essere cambiate. Conseguenza? Il poker continua erroneamente ad essere considerato come gioco d&#8217;azzardo, si continua a credere nell’esistenza di server truccati, si adducono alla sfortuna sconfitte legate a propri errori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il famoso detto ‘Anno nuovo vita nuova’, sembra non trovare applicazione nel mondo del <a href="http://www.gdpoker.it/" >poker online</a>, caratterizzato da convinzioni radicate al punto da non poter essere cambiate. Conseguenza? Il poker continua erroneamente ad essere considerato come gioco d&#8217;azzardo, si continua a credere nell’esistenza di server truccati, si adducono alla sfortuna sconfitte legate a propri errori, i donk e così via.</p>
<p>Il nuovo anno è cominciato e con esso partono le speranze che il cambiamento di data coincida con significative e belle novità, anche se nella maggior parte dei casi siamo consci che questo non accade mai. Nel mondo del poker, ad esempio, ci sono convinzioni probabilmente destinate a rimanere immutate, radicate nella mente dei giocatori italiani che difficilmente potranno essere rimosse un giorno. Aspetti che ancora oggi dividono e impediscono al movimento pokeristico italiano di raggiungere una maturità pari a quella di altri paesi.</p>
<p>Siamo nel 2012 e c&#8217;è ancora gente che confonde il poker con i giochi d&#8217;azzardo. Si tratta sicuramente del pregiudizio più difficile da sradicare. Anche perché è impossibile far capire cos&#8217;è il poker a chi non lo conosce e non l’ha mai giocato. La considerazione del poker giocato nelle bische, in mezzo a nuvole di fumo e alcolici, è un cliché troppo comune per essere estirpato.<br />
Altrettanto difficile è far capire che anche se le carte sono consegnate a caso dal dealer, a decretare vincitori e perdenti è l’abilità! Questo perché le carte buone prima o poi arrivano a tutti.<br />
La realtà, purtroppo, ci vede nel 2012 con gente che è ancora convinta che il poker sia tutta questione di fortuna.</p>
<p>Restiamo nello stesso delicato tema, ma considerando chi è già un giocatore di poker e dovrebbe conoscere e capire la natura di questo gioco. In questo caso la questione diventa molto più grave: spesso, infatti, neppure quelli che giocano riescono a carpire l&#8217;importanza del cosiddetto ‘lungo periodo’ e ritengono che l’abilità, la bravura, la piena conoscenza del gioco e delle sue dinamiche, alla fine non abbiano un peso determinante. Niente di più sbagliato, soprattutto nella versione online, dove il poker è diventato un’opportunità di lavoro grazie al numero impressionante di mani giocabili.</p>
<p>Siamo nel 2012 e ci sono ancora giocatori che passano l’intera giornata a lamentarsi, imprecare gli dei, piangere per la propria sfortuna. Addirittura tra i professionisti c&#8217;è gente che, con anni di tornei alle spalle, si lamenta delle bad beat o dei periodi negativi. Ma online sono disponibili ogni giorno tutte le partite che si possono desiderare: basta sedersi e alla lunga il vero valore di un giocatore emergerà di sicuro.</p>
<p>Ancora oggi c&#8217;è gente che crede che il server sia truccato, convinzione che genera l’eterna diatriba tra gli ‘eterni sospettosi’ e i ‘garanti della legalità’. Sicuramente online si possono incappare in imbrogli e truffe, ma le poker room italiane sono tutte certificate da Aams.<br />
In ogni caso non è questo il nocciolo della questione, bensì le bizzarre motivazioni dei ‘complottisti’ che spesso pretendono di dimostrare strane teorie con campioni di mani ridicoli.<br />
Anche in questo caso il problema parte dalla mancata comprensione del gioco e quindi dell’ dell&#8217;accettazione del ‘long term’ privo di una componente aleatoria.</p>
<p>Siamo nel 2012 e c&#8217;è ancora gente che si lamenta dell’elevato numero di donk, senza rendersi conto che, in realtà, quella dei ‘donk’ o ‘fish’ o ‘polli’ è una categoria da difendere: il mercato italiano è limitato e sono un bene sempre più raro. Bisognerebbe essere felici di subire un brutto colpo da un giocatore incapace, considerando che lui può vincere la battaglia, ma la guerra sarà vinta dal giocatore più bravo.</p>
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		<title>Il Float Play in bluff</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 19:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ‘Float Play’ è una tecnica avanzata di bluff che nel poker texas hold’em si basa su un doppio giro di puntate effettuate per far credere agli avversari di avere un punto molto forte in mano, certamente maggiore del loro, attraverso una puntata al flop e una seconda puntata al turn che dovrebbe chiudere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ‘Float Play’ è una tecnica avanzata di bluff che nel poker texas hold’em si basa su un doppio giro di puntate effettuate per far credere agli avversari di avere un punto molto forte in mano, certamente maggiore del loro, attraverso una puntata al flop e una seconda puntata al turn che dovrebbe chiudere i giochi e la mano.</p>
<p>La tecnica del Float Play si effettua realizzando un call al flop e la puntata al turn, se l’avversario si è limitato ad un check di controllo per poter vincere il piatto senza vedere il river. Questa mossa può rivelarsi proficua a prescindere dalle carte che si hanno in mano, pertanto può essere effettuata anche in bluff.<br />
Si tratta di un’azione che funziona perché è tipico, ormai, per la maggior parte dei giocatori di <a href="https://poker.bwin.it/poker.aspx?content=texasholdem" >poker texano</a> esperti e di medio livello, ricorrere ad una continuation bet al flop a prescindere dal punto che si è chiuso con le prime tre carte. Ciò significa che spesso i nostri avversari proveranno questa giocata anche con niente in mano, nella speranza che anche l’avversario non abbia centrato un punto: nel caso questi giocatori ricevono un call, allora potrebbero frenare bruscamente la loro azione al turn, lasciando spazio ad un’azione offensiva.</p>
<p>Questa strategia non va usata solamente per contrastare una continuation bet standardizzata, ma bisogna aver chiari due principi per effettuarla: avere posizione rispetto all’avversario e trovarsi in una situazione di heads-up.<br />
Il Floating Play si può effettuare anche fuori posizione, ma è più rischioso, presenta un’elevata complessità e soprattutto può comportare ingenti perdite se effettuato nel momento sbagliato. Se si ha posizione, invece, si può controllare la situazione e se il nostro avversario dovesse continuare a puntare anche al turn, si può optare per il fold. Se, invece, notiamo l’esitazione allora è il momento di attaccare.</p>
<p>Se ci dovesse essere più di un giocatore nel piatto, in questo caso è quasi certo che almeno uno di loro ha chiuso un punto: l’aggiunta di un giocatore aumenta il numero delle variabili, facendo aumentare il rischio di un’azione del genere e annullando l’effetto della dimostrazione di forza.</p>
<p>Ad esempio: abbiamo A-Q e un avversario da middle position fa una puntata di 50 chips ai bui 10-20. Noi facciamo call e vediamo un flop che recita 7-J-2. La nostra mano non è migliorata, l’avversario punta 100 in un piatto di 120 e decidiamo di fare call perché abbiamo visto l’avversario fare continuation bet in azioni precedenti. Sul turn scende un 3 e l’oppo fa check. In questa situazione dovremmo uscire con una puntata di circa 240 chips.</p>
<p>Nel caso specifico, il nostro avversario potrebbe aver rilanciato una mano simile alla nostra o una coppia bassa che non ha settato e temeva il nostro call da posizione al flop, certo che avremmo potuto avere un’ampia gamma di mani che battono il suo punto.<br />
La nostra puntata rende svantaggioso per il giocatore restare nel piatto: è molto importante che la nostra puntata si attesti sui 3/4 del piatto, per dare l’impressione che non stiamo lasciando le pot odds per il call.<br />
Se un avversario realizza il double barrel con una continuation bet anche al turn, allora possiamo prendere seriamente in considerazione un re-raise al turn, ma dobbiamo avere parecchie informazioni sul gioco del nostro avversario. Se non possediamo tali informazioni, meglio foldare al turn.</p>
<p>In poche parole, per effettuare un Float Play è necessario avere una buona lettura della mano e dell’avversario; utilizzare questa mossa solo quando è necessario; non è una tattica di difesa contro la continuation bet; non attuare il Float Play ai limiti bassi nel cash game e nei tornei con buy-in bassi, perché difficilmente sarà efficace.</p>
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		<title>Fare call pre-flop con AK – Limpare con Big Slick</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 19:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le mani maggiormente apprezzate dai giocatori di poker, sicuramente da quelli meno attenti, c’è A-K. Quando nel proprio pocket figura A-K, molti giocatori credono di aver già vinto la mano, senza rendersi conto che in realtà si è in presenza di un punto molto ambiguo. E’ sbagliata, dunque, la convinzione di numerosi giocatori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le mani maggiormente apprezzate dai giocatori di poker, sicuramente da quelli meno attenti, c’è A-K. Quando nel proprio pocket figura A-K, molti giocatori credono di aver già vinto la mano, senza rendersi conto che in realtà si è in presenza di un punto molto ambiguo. E’ sbagliata, dunque, la convinzione di numerosi giocatori di texas hold em, soprattutto principianti, che ritengono A-K una delle migliori mani che si possono avere. </p>
<p>Che si tratti di due buone carte è indubbio, ma si tratta di carte che non valgono di certo più di una coppia di 10 pre-flop. Anzi, tecnicamente non valgono niente se non un punteggio di ‘carta alta’. In gergo pokeristico il possesso di A-K nella hole è chiamato Big Slick, che letteralmente tradotto significa grande liscio. Con il terminare ‘Limpare’, invece, si identifica l’azione di call pre-flop che i giocatori <a href="http://www.gdpoker.it/come-giocare/regole-texas/concetto-generale.html" >poker texas</a> attuano in presenza di buone carte nel pocket.<br />
Limpare con Big Slick, dunque, identifica l’azione di fare limp con A-K, cioè limitarsi al call pre-flop, avendo A-K in mano.</p>
<p>Vediamo le strategie di poker più valide in questa situazione.</p>
<p>Se nel nostro pocket comparisse una coppia d’Assi e nostra intenzione è quella di evitare di farci notare, la mossa più giusta da fare sarebbe quella di limitarsi a chiamare semplicemente il grande buio e aspettare l’esito del flop. Avremmo in tal modo ‘limpato’.<br />
Sulla base di quanto abbiamo appena affermato e cioè che A-K (il Big Slick) non è un punteggio finito e che anche una coppia di 10 possiede maggiori probabilità di vittoria, proviamo a capire quali sono i vantaggi del limp e quali i suoi svantaggi.<br />
Senza alcun dubbio, il primo vantaggio del limp con big slick è rappresentato dalla possibilità di poter vedere le carte del flop per poter scoprire se questo tipo di combinazione riesce a trovare giovamento con le carte comuni.</p>
<p>Le situazioni più vantaggiose (oltre due, tre assi sul flop, ovviamente) sono rappresentate dall’uscita di un Asso o dall’uscita di due carte suited dello stesso seme dello slick (del nostro A-K), oppure di due carte che insieme a A-K vanno a formare 4/5 di scala. Ovviamente, si potrebbe anche centrare un full, un poker, una scala ecc, ma preferiamo limitarci ad analizzare i passaggi più comuni, di più facile realizzazione. Oltre le situazioni più convenienti che possono presentarsi, esistono situazioni di difficile interpretazione come, ad esempio, l’uscita di una coppia oltre una delle nostre carte. Si consideri l’esempio dei flop: A, 8, 8 &#8211; K, 5, 5. In queste situazioni, soprattutto con più di quattro giocatori al tavolo, il nostro big slick non ci darebbe nessuna sicurezza di successo. In questi casi, se un giocatore dovesse andare in all-in, starà a noi decidere se rischiare o meno.</p>
<p>Tutto quello che abbiamo detto finora conferma la tesi che limpare con un big slick sia la mossa più giusta da attuare. In realtà, non è proprio così! Questo perché rilanciare pre-flop ha anche la funzione di disinibire i giocatori con carte mediocri al gioco successivo. Se consideriamo l’esempio precedente, di un flop con A, 8, 8 o K, 5, 5, noi dovremmo temere tutti i giocatori con un 5 o un 8. Invece, se noi rilanciassimo in preflop, un giocatore con 5-8 in mano, di sicuro non prenderebbe in considerazione l’idea di chiamare, ad eccezione di quei giocatori che confidano pienamente nella propria fortuna e giocano esclusivamente in funzione di essa.</p>
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		<title>Soluzioni alla saturazione del poker online.it</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 19:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A voler descrivere l’attuale situazione che vivono i tavoli di poker online italiani, protagonisti principali della recente regolamentazione che ha introdotto la possibilità di giocare a poker su internet nella modalità cash, l’aggettivo più adatto a rendere l’idea sembra essere: ‘Saturazione’. In pratica, sembra si stia ripetendo quanto già accaduto con i Sit&#038;Go: dopo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A voler descrivere l’attuale situazione che vivono i tavoli di <a href="http://www.gdpoker.it/" >poker online</a> italiani, protagonisti principali della recente regolamentazione che ha introdotto la possibilità di giocare a poker su internet nella modalità cash, l’aggettivo più adatto a rendere l’idea sembra essere: ‘Saturazione’. In pratica, sembra si stia ripetendo quanto già accaduto con i Sit&#038;Go: dopo un periodo iniziale di grande entusiasmo generale legato all’introduzione della nuova variante cash, si è tornati nuovamente a regredire.</p>
<p>E’ esattamente quanto sta accadendo al poker in linea, nella sua nuova variante da qualche mese introdotta, che sembra aver esaurito il suo primo appeal lasciando gradatamente i tavoli delle poker room, sempre più privi di dead money, ad appannaggio dei soli regular, costretti a fare i salti mortali per portare a casa lo stipendio alla fine del mese. E’ questa la situazione che contraddistingue di già i tavoli di High Stake e che in misura più lenta si sta verificando anche ai livelli più bassi. Sono diverse le motivazioni che determinano tale situazione: innanzitutto, da fenomeno di costume il poker sta tornando ad essere una passione sempre meno diffusa e morbosa ed il ricambio ai tavoli risulta in lento esaurimento, anche perché i soldi per gli shot stanno terminando nelle tasche di molti.</p>
<p>Il poker.it sembra si stia dimostrando esattamente quel che in molti avevano previsto potesse diventare e cioè un luogo di caccia in cui i predatori sono in numero spropositato rispetto alle prede. Situazione prevedibile, ma sicuramente redditizia per lo stato e per le poker room, che in generale hanno potuto alzare la rake e godere di un periodo decisamente rigoglioso in termini economici. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che, al pari di tutte le cose progettate male, anche per il tanto acclamato poker punto it sta arrivando la resa dei conti e a quanto sembra, in modo ormai irreversibile. Infatti, almeno per il momento non ci sono più novità in cantiere capace di riprodurre un nuovo boom trimestrale. In effetti, qualche soluzione capace di arginare la regressione del poker online dovuta alla saturazione ci sarebbe pure, ma la lentezza dell’apparato legislativo del nostro paese non consente ottimismo.</p>
<p>Tra le potenziali soluzioni ci sarebbe quella di allargare la possibilità di iscrizione anche ai giocatori esteri. Dal punto di vista del prelievo fiscale non ci sarebbero problemi, considerando che in Italia la tassazione avviene alla fonte ed inoltre, le possibilità che i giocatori stranieri vogliano cercare fortuna ai tavoli di poker italiani rappresenta una possibilità considerevole per entrambe le parti. L&#8217;erario statale sarebbe felice giacchè innalzando il volume di gioco entrerebbero più tasse e i giocatori professionisti avrebbero più possibilità di trovare dead money al loro livello di gioco.</p>
<p>Tuttavia, allo stato dei fatti appare irrealizzabile un simile progetto perché innanzitutto il giocatore di poker non è considerato e trattato alla stregua di un professionista e di conseguenza non è ritenuto un lavoratore. Lo Stato, cioè, considerando il poker unicamente da una prospettiva ludica, difficilmente potrà mai dedicare la giusta attenzione al problema. I giocatori, a loro volta, negli ultimi anni hanno dimostrato di non essere in grado ad organizzarsi in un collettivo tale da poter far valere le proprie esigenze. Pertanto, la strada che porterebbe il movimento a poter avanzare seriamente qualche richiesta, risulta notevolmente lunga e tortuosa. </p>
<p>Pensare che basterebbe rendersi conto del fatto che: agevolare il mondo del poker significa anche migliorare un mercato indubbiamente molto redditizio.</p>
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		<title>Poker Room in Franchising</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 18:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poker]]></category>

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		<description><![CDATA[Il susseguirsi di notizie e successive smentite relative al poker live italiano non sembra trovar pace, con un regolamento più volte annunciato e mai arrivato. Ultima news a riguardo vede il poker live inserito nelle nuove sale da gioco in franchising, dove svolgerà un ruolo da comprimario. Proprio così, la tipologia di poker room che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il susseguirsi di notizie e successive smentite relative al <a href="https://poker.bwin.it/" >poker</a> live italiano non sembra trovar pace, con un regolamento più volte annunciato e mai arrivato. Ultima news a riguardo vede il poker live inserito nelle nuove sale da gioco in franchising, dove svolgerà un ruolo da comprimario.   </p>
<p>Proprio così, la tipologia di poker room che si ha in programma di aprire in Italia sarà in stile ‘franchising’, nel senso che le sale da poker online acquisteranno le licenze e successivamente realizzeranno dei locali griffati che saranno gestiti insieme ad imprenditori. In questi locali, al poker live sarà destinato un suo spazio, ma il vero business sarà dedicato al settore vlt slot machines, che continuano a rappresentare una vera e propria miniera d’oro. Compito del poker, dunque, sarà quello di portare giocatori all&#8217;interno del proprio locale, al pari di quanto accade anche nei casinò, dove il poker live fa da traino ai giochi più classici e sopratutto alle slot machines.</p>
<p>Proviamo a farci un’idea di come saranno organizzate le future poker room in franchising dedicate ai giochi legali in Italia: innanzitutto si tratterà di strutture di grandi dimensioni che poco hanno a che fare con i circoli che numerosi si trovavano in ogni parte d’Italia fino a qualche anno fa. Le sale franchising avranno come dimensioni minime almeno 100 mq, fino a raggiungere e in qualche caso  superare i 1000 mq. E’ facilmente intuibile che la spesa per aprire una sala franchising non sarà inferiore ai 150 mila euro per le sale di piccole dimensioni, fino a raggiungere e superare i 500 mila euro per la sale più grandi. All’interno di ogni sala ci sarà un bar o un ristorante, saranno posizionate in provincia, preferibilmente vicino a strade periferiche molto frequentate, ad esempio superstrade o tangenziali, oppure nelle città più importanti in posizioni strategiche e facilmente raggiungibili. Un ruolo di primaria importanza per il successo della sala, sarà attribuito al parcheggio che dovrà facilitare la sosta anche prolungata.</p>
<p>Ogni sala in franchising sarà aperta dalla poker room online che ha ottenuto la licenza di gioco, in società con un gestore e sarà tenuta a generare utili per poter continuare ad operare. Tuttavia, se il regolamento non sarà tanto diverso rispetto a quello votato qualche anno fa dal parlamento italiano, il compito del poker live sarà quello di traino per le per le altre attività o gli altri giochi collocati all&#8217;interno della sala gioco in franchising, giacchè è improbabile che il poker live riesca a produrre utili. Di sicuro nella sala non mancheranno postazioni per poter giocare online a poker cash, che saranno collegate al software online della poker room di riferimento. Inoltre, all’interno saranno collocati degli angoli destinati alle scommesse e uno spazio specifico dedicato ai giochi a totalizzatore consentiti: gratta e vinci, winforlife, lotto, ecc.</p>
<p>Il resto della struttura sarà organizzata a mini casinò, cioè riempita con macchine di gioco di ultima generazione, Vlt e di slot machines che rappresenteranno il vero business sia per i gestori delle sale da gioco in franchising, sia per i concessionari. Basta pensare che secondo i dati resi noti dal monopolio di stato, nel 2011 il 60% del mercato dei giochi legali in Italia è costituito dal comparto Vlt, slot machines. Si calcola che nel nostro paese attualmente siano circa 500.000 le macchinette che è possibile trovare nei mini casinò, nei locali pubblici, bar, discoteche, stazioni, ecc. Di sicuro riempiranno anche le sale da gioco in franchising.</p>
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		<title>Range di mani da giocare in posizione iniziale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 18:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giocare il giusto range di mani quando ci si trova in posizione iniziale di una partita di poker online, è fondamentale per l’andamento positivo della nostra sessione di gioco. Ipotizziamo una situazione in cui non iniziamo con una coppia alta. Dalla posizione iniziale, una mano che merita di essere giocata deve possedere due caratteristiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giocare il giusto range di mani quando ci si trova in posizione iniziale di una partita di <a href="https://poker.bwin.it/"  target="_blank">poker online</a>, è fondamentale per l’andamento positivo della nostra sessione di gioco. Ipotizziamo una situazione in cui non iniziamo con una coppia alta. Dalla posizione iniziale, una mano che merita di essere giocata deve possedere due caratteristiche e cioè: essere forte e potenzialmente valida. Ovviamente, le carte alte sono sempre da preferire. Quando non si hanno carte alte, invece, resta da sperare in un flop vantaggioso per fare della propria mano poco forte, una mano vincente.</p>
<p>Di seguito facciamo l’esempio di due situazioni di partenza durante una partita di poker texano: una  costituita da carte alte dello stesso seme e un’altra da carte alte di seme diverso.</p>
<p>- Carte alte dello stesso seme (A-K, A-Q, A-J, A-10, K-Q, K-J, K-10, Q-J, Q-10).</p>
<p>Indubbiamente queste carte hanno valide potenzialità e potrebbero trasformarsi in mani forti. Tuttavia, bisogna tenere presente due considerazioni molto importanti: innanzitutto si tratta di mani di qualità ma incomplete e quindi non mani di qualità in assoluto. In altre parole, per diventare mani vincenti hanno bisogno di un aiuto dal tavolo. Inoltre, molti ritengono AK dello stesso seme al pari di una coppia d’assi o di una coppia di re e questo è molto sbagliato perchè con una coppia la mano assume un valore immediato. Una mano incompleta, invece, non ha nessun valore. Nella fase pre-flop, quindi, abbiamo una mano potenzialmente valida che non necessariamente si trasformerà in una mano vincente. Se viene servita la mano AK, al flop otterremo un asso o un re solo un terzo delle volte. Partendo da questo presupposto, lasceremo la mano in presenza di valide motivazioni e proprio questo ci recherà vantaggio su quegli avversari che, indipendentemente dal flop e puntate successive, non lasciano questo tipo di mani quasi mai, attribuendo ad esse un valore superiore a quello reale.</p>
<p>- Carte alte di seme diverso (A-K, A-Q, A-J, A-10, K-Q, K-J).</p>
<p>Non c’è differenza tra carte alte vicine e carte alte vicine dello stesso seme, ad eccezione del fatto che le prime sono di seme diverso e le seconde no. L&#8217;abbinamento formato da Aq-Kp è identico a quello formato da Ac-Kc, giacchè una scala all’asso è tale a prescindere dal seme. L’unica differenza sta nel fatto che la mano iniziale dello stesso seme offre la possibilità di fare un colore. E anche se non è semplice centrare un colore, il colore massimo vince quasi sempre se sul tavolo non ci sono coppie. Il fatto che poi con un colore massimo ci si potrebbe aggiudicare un bel piatto, attribuisce alle mani dello stesso seme un potenziale di guadagno superiore rispetto alle mani costituite da seme diverso, rendendole così più preziose.<br />
In altre parole, anche se non si centra il colore, tali mani sono sempre più convenienti di quelle formate da carte di seme diverso. Un esempio ci aiuta a capirlo: ipotizziamo di rilanciare con in  mano Aq-Kq e supponiamo che il flop sia Dq-3q-2c. Tale flop non offre un aiuto immediato, ma consente un potenziale colore. Questa situazione induce a continuare a giocare allo scopo di vincere un ricco piatto. Supponiamo che al turn scende Kf, ci ritroveremmo con una coppia alta e non è escluso che potrebbe trattarsi della mano migliore. In ogni caso, non bisogna tralasciare l’ipotesi che anche se non si trattasse della mano migliore, avremmo comunque in mano un potenziale colore. Ciò significa che qualora al river dovesse scendere una della restanti carte di quadri, al posto della coppia alta centreremmo il colore massimo. Se con il river otteniamo il colore massimo, con un tavolo che non promette coppie o scale reali, potremo rilanciare senza temere rivali.</p>
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		<title>Poker cash game: la Table Selection</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 18:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come per tantissimi altri aspetti, esiste una differenza molto notevole che riguarda la selezione dei tavoli quando si tratta di giocare i tornei e i sit&#38;go di poker online e quando, invece, dobbiamo giocare a poker nella versione cash game recentemente legalizzata anche in Italia. La selezione dei tavoli &#8211; o table selection &#8211; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per tantissimi altri aspetti, esiste una differenza molto notevole che riguarda la selezione dei tavoli quando si tratta di giocare i tornei e i sit&amp;go di poker online e quando, invece, dobbiamo giocare a <a href="https://poker.bwin.it/"  target="_blank">poker</a> nella versione cash game recentemente legalizzata anche in Italia.<br />
La selezione dei tavoli &#8211; o table selection &#8211; è una pratica riguardo alla quale sono note numerose statistiche se si tratta di poker in linea. Le cose cambiano radicalmente quando bisogna selezionare accuratamente i tavoli cash del poker live. Di seguito proviamo ad indicare qualche dritta che potrà sicuramente risultare utile nella scelta del tavolo più confacente ai nostri scopi ed alla nostra abilità.<br />
Nel poker online, prima di ogni cosa è utile farsi aiutare dai numerosi parametri d’ausilio che le poker room mettono a disposizione dei giocatori per selezionare un tavolo cash. Infatti, ogni sala da poker che consente di giocare cash game offre anche, per ogni tavolo, una stima dell&#8217;AVG Pot e della percentuale media di giocatori presenti a giocare il flop. Queste sono indicazioni molto importanti che consentono di capire molto velocemente la natura e la concentrazione di giocatori poco bravi presenti su un tavolo online.</p>
<p>Vediamo ora come fare per selezionare i tavoli cash live. Inevitabilmente, quando si gioca live non si dispone di numeri e percentuali sui quali basarsi. Per questo motivo risultano di fondamentale importanza i nostri sensi ed il nostro intuito. Per farsi una conoscenza di base dello stile di gioco dei vari giocatori presenti al tavolo, è possibile limitarsi ad osservare il tavolo dall’esterno, senza prendere subito parte al gioco. Questo aiuterà sicuramente a farci un’idea di come i nostri potenziali avversari giocano e a prepararci per fronteggiare nel migliore dei modi le loro mosse.<br />
Ovviamente, scegliere un tavolo non significa conoscerlo: una volta che abbiamo effettuato la nostra scelta e arriva il nostro turno di prendere posto al tavolo, è arrivato anche il momento di cominciare a studiare uno per uno i nostri avversari. Per far ciò disponiamo di due parametri di giudizio, ossia le mani che giochiamo e le mani che non giochiamo.</p>
<p>In numerosi libri di qualche tempo fa, infatti, è possibile leggere che la miglior fonte di informazioni c’è fornita dalle mani che non giochiamo direttamente. Studiare i tell e i bettin pattern degli avversari, potendo magari vedere qualche showdown interessante, è certamente di grande utilità oltre che totalmente gratis. Tuttavia, è ben noto che il poker non è un gioco fatto di un solo livello di pensiero, per cui dopo un primo momento di studio dovremo per forza cominciare a giocare qualche mano, anche per capire quale idea si sono fatti di noi i nostri avversari al tavolo.</p>
<p>Sembra strano, infatti, ma anche se non giochiamo, o comunque non siamo ancora entrati in partita, avremo comunque trasmesso ai nostri avversari un’immagine di noi stessi. In base a tale immagine i nostri avversari aggiusteranno ovviamente il tiro e se da un lato tutte le informazioni che abbiamo raccolto nelle mani in cui non eravamo diretti protagonisti rimarranno comunque buone, dall&#8217;altro dovremo affinarle sulla base delle nuove indicazioni che il gioco contro di noi potrebbe darci.<br />
Solo dopo questo periodo promiscuo di mani giocate e mani osservate, saremo in grado di capire se il tavolo fa al nostro caso e se vorremo continuare a giocare oppure se è meglio e quindi più conveniente cambiare tavolo.</p>
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		<title>Il Texas Hold&#8217;em e lo squeeze</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 19:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Letteralmente tradotta, la parola Squeeze in italiano significa ‘spremere’. Nel poker texano si tratta un’arma utilizzata in seguito al rilancio preflop di un giocatore loose e al call di un secondo giocatore. Noi decidiamo di effettuare una 3bet per vincere subito il piatto. Un esempio può aiutarci a capire meglio. Nella fase iniziale di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letteralmente tradotta, la parola Squeeze in italiano significa ‘spremere’. Nel <a href="https://poker.bwin.it/poker.aspx?content=texasholdem" >poker texano</a> si tratta un’arma utilizzata in seguito al rilancio preflop di un giocatore loose e al call di un secondo giocatore. Noi decidiamo di effettuare una 3bet per vincere subito il piatto. Un esempio può aiutarci a capire meglio.</p>
<p>Nella fase iniziale di un torneo di texas hold em, con stack ancora profondi e bui 50/100, il giocatore sul bottone effettua l&#8217;ennesimo rilancio a 300 chip. Il giocatore sullo SB, molto passivo e tendente al call con molte mani marginali, decide di appoggiarsi semplicemente. Noi siamo sul BB e a prescindere dalle nostre carte, decidiamo di rilanciare fino a 900 chip. Il bottone, che stava tentando per l’ennesima volta di rubare il piatto, passa senza pensarci troppo e lo stesso fa il piccolo buio che puntava a vedere il flop ad un costo basso. Noi, invece, siamo vincitori di un piatto che difficilmente avremmo fatto nostro.</p>
<p>Dall’esempio si possono trarre alcune considerazioni. Innanzitutto, lo Squeeze non trova il suo fondamento nelle carte che ci vengono servite, ma nella capacità di lettura dei nostri avversari. Pertanto si decide di squeezare ancor prima di guardare le carte, che risultano irrilevanti ai fini della giocata.<br />
Lo squeeze implica elasticità di ragionamento, capacità di lettura dell&#8217;avversario e abilità nel saper riconoscere le mosse di quest&#8217;ultimo. Analizziamo una mano un po&#8217; più complessa della precedente:</p>
<p>siamo nella fase iniziale di un torneo di texas hold&#8217;em No-Limit e sui bui 50/100, il giocatore loose sul cutoff apre a 300. Il bottone ha una mano forte e avendo posizione su di lui, decide di appoggiarsi. Il piccolo buio, cogliendo la buona occasione, decide di squeezare e e piazza un nuovo rilancio a 800 chip. Noi che non abbiamo mai giocato nelle ultime mani, siamo sul grande buio e conoscendo il piccolo buio e la sua capacità di effettuare questo tipo di mosse, decidiamo di simulare una monster hand e rilanciamo ancora fino a 2.200 chip. L&#8217;original raiser, che aveva aperto il piatto senza grandi pretese, passa immediatamente. Il bottone, pur avendo una mano legittima, non può chiamare temendo un&#8217;ulteriore controrilancio da parte del piccolo buio e passa anche lui. Il piccolo buio, che aveva tentato lo squeeze, mette in atto un pò di scena ma alla fine passa. Morale della favola: abbiamo guadagnato in tal modo 14 big blind senza neanche aver visto la nostra mano.</p>
<p>Da questo secondo esempio si può capire come lo squeeze sia una mossa determinata esclusivamente dalla capacità di lettura delle situazioni al tavolo e soprattutto, non ha alcuna regola predeterminata, lasciando ampio spazio alla fantasia del giocatore.<br />
Inoltre, va precisato che se da un lato possiamo cominciare a pensare di mettere in atto lo squeeze, dopo aver inquadrato gli avversari, dall&#8217;altro è essenziale che questa mossa non venga forzata, bisogna cercare cioè di squeezare solo per il piacere di farlo. Si tratta di una mossa che si pensa e si attua quando i giocatori al tavolo ne creano i presupposti. Non bisogna farsi entusiasmare oltremodo dalla voglia di poterla mettere in atto. Comunque, se da un lato non dobbiamo cercare a tutti i costi l&#8217;occasione per piazzare uno squeeze, dall&#8217;altro si tratta di una mossa che potrebbe anche farci vincere tutto lo stack di un avversario che ama questa mossa, se saremo capaci di indurlo a metterla in atto.</p>
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		<title>Il Check-Raise – Parte II</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 06:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il check-raise in semibluff. Quando nel corso di una partita di poker texas abbiamo una mano debole, ma dotata delle potenzialità per chiudere un punto molto forte, siamo in presenza di un’altra situazione idonea per attaccare in check-raise. Ad esempio: l’avversario prima di noi effettua un raise da cut-off e noi, con K-J suited di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il check-raise in semibluff. Quando nel corso di una partita di <a href="https://poker.bwin.it/poker.aspx?content=texasholdem"  target="_blank">poker texas</a> abbiamo una mano debole, ma dotata delle potenzialità per chiudere un punto molto forte, siamo in presenza di un’altra situazione idonea per attaccare in check-raise. Ad esempio: l’avversario prima di noi effettua un raise da cut-off e noi, con K-J suited di cuori ci limitiamo al call dal big blind. Il flop recita 3 di cuori, 5 di cuori e 9 di picche e noi passiamo la parola all&#8217;avversario che decide di puntare. A questo punto dobbiamo prendere una decisione: molti giocatori opterebbero per il solo call, per non pagare troppo un eventuale progetto. In verità sarebbe da preferire il raise, per tre motivi in particolare:</p>
<p>1 &#8211; possiamo chiudere la mano di poker immediatamente pur avendo nulla, facendo passare tanti punti superiori al nostro.<br />
2 &#8211; Creiamo un piatto più grande che ci farà vincere di più le volte che chiuderemo il progetto.<br />
3 &#8211; Una carta neutra al turn, molto spesso, ci darà la possibilità di vedere il river gratuitamente perché al nostro check, l&#8217;avversario, se ci avesse seguito al flop, non sarà certo di poter puntare.</p>
<p>Al flop abbiamo un progetto a colore e due over cards per cui, anche contro una coppia come 10-10 siamo matematicamente favoriti di circa il 53%. Anche contro una mano molto più forte, come coppia di Q abbiamo comunque il 45% di possibilità di passare in vantaggio.</p>
<p>E’ molto importante, quando si ricorre al check-raise in semi bluff, capire se l&#8217;avversario può davvero passare la mano. Nell&#8217;esempio precedente, infatti, se il nostro avversario avesse avuto realmente una coppia forte come Q-Q, avrebbe continuato e noi avremmo dovuto chiudere il punto per poter vincere. Per questo motivo è fondamentale leggere il board per capire quando le odd sono a noi favorevoli: sé al posto di K-J di cuori avessimo avuto 10-J di cuori contro Q-Q, avremmo avuto solo il 35% di possibilità di vincere. Uno degli sbagli più ricorrenti è proprio legato al non capire quando il board è tale per cui un eventuale check-raise si trasformerebbe immediatamente in un suicidio.<br />
Se il flop di prima fosse stato 3 di cuori, 5 di cuori e A di fiori, fare check-raise sulla puntata del cut-off sarebbe stato rischioso. L&#8217;Asso, infatti, fa sicuramente parte del suo range e ragionando in termini statistici, sono più numerose le combinazioni di Ax che effettuano un  raise da late position, delle coppie alte.</p>
<p>Un altro aspetto da tenere in considerazione è la dimensione degli stack: è fondamentale evitare la situazione di trovarsi ad investire un gran numero di chip, per poi dover passare ad un all-in al flop o al turn, senza quindi avere reali possibilità di vincere la mano applicando una strategia aggressiva, né tantomeno di vedere tutte e cinque le carte per chiudere il progetto.</p>
<p>Per massimizzare la nostra mano e vincere piatti che diversamente sarebbero andati certamente al nostro avversario, bisogna capire bene quando e come utilizzare il check-raise. Si tratta, infatti, di un’azione molto aggressiva e molto onerosa che quasi sempre richiede l’utilizzo di gran parte del proprio stack per risultare efficace. Ma se utilizzato correttamente, il check-raise consente di tramutare lo svantaggio posizionale in un’arma vincente. Per le sue caratteristiche, non può essere utilizzato molto frequentemente, giacchè avversari attenti capirebbero il nostro gioco e prenderebbero le dovute misure soprattutto nel caso del bluff o del semibluff.</p>
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